Nanni Balestrini, Bastacani
A cura di Martina Cavallarin
8 gennaio - 12 febbraio 2011
Nanni Balestrini è un poeta e romanziere, nato a Milano e attivo attualmente tra Parigi e Roma, che ha attraversato con le sue frasi, parole, collage, poesie, con i suoi momenti estetici e i suoi momenti lirici decenni di storia politica, artistica e sociale italiana dagli anni Sessanta ad oggi. Il video Bastacani che dà il titolo all’esposizione tutta, è una sequenza di disastri ecologici e lettere che invadono mentre la voce performativa di Antonio Rezza è una litania di frasi che finiscono sempre e comunque con la parola cani. Nella stanza centrale della galleria un tatuaggio a parete rosso come le scritte che accoglie, nella forma e nel contenuto, è un accumulo di pensiero che traspare come una missiva ufficiosa che può essere più ficcante e significativa di una comunicazione ufficiale. I cambiamenti tempestivi e improvvisi dei vortici dei Collage di Balestrini, quelli storici degli anni Sessanta che compaiono in “Qualcosapertutti”, Il Canneto Editore, così come quelli estrapolati dal settimanale Espresso del 1965, le carte geografiche che attraverso la pratica del “taglia e incolla” formano mondi immaginari o le Risonanze, sua ultima produzione cominciata nel 2009, sono sempre denunce soffuse di un artista che ha attraversato la storia dell’arte, la storia sociale e la sua propria storia individuale senza strappi, ma incessantemente. Quella di Balestrini è una mostra che rispecchia una carriera in cui il soggetto si è imposto sempre di narrare e mai di narrarsi, evidenziando una purezza da intellettuale d’altri tempi, svincolato dall’autoreferenzialità, defilato, ma sempre presente. Agli inizi degli anni ’60 fa parte dei poeti “Novissimi” e del “Gruppo 63”, che riunisce gli scrittori della neoavanguardia. Nel 1963 compone la prima poesia realizzata con un computer. E’ autore, tra l’altro, del ciclo di poesie della signorina Richmond e di romanzi sulle lotte politiche del ’68 e degli anni di piombo come Vogliamo tutto e Gli invisibili. Ha svolto un ruolo determinante nella nascita delle riviste di cultura “Il Verri”, “Quindici”, “Alfabeta”, “Zoooom”. Attivo anche nel campo delle arti visive, ha esposto in numerose gallerie in Italia e all’estero e nel 1993 alla Biennale di Venezia.
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