Alessandro Sambini, People at an exhibition
A cura di Denis Isaia
Inaugurazione: venerdì 22 luglio 2016, ore 18
22 luglio - 17 settembre 2016
Siamo icone, veniamo riconosciuti per ciò che rappre- sentiamo e non per ciò che veramente siamo. La nostra auto-reiterazione quotidiana non fa che consolidare questo status. Ci offriamo al mondo, abbiamo deciso di non appartenere a nessun luogo, a nessun tempo. Fate di noi quello che vi pare.
Jean Cloude van Damme
Michela Rizzo è lieta di presentare People at an exhibition di Alessandro Sambini, prima mostra personale di un giovane artista tra i più interessanti dell’attuale panorama dell’arte contemporanea in Italia, negli spa- zi della galleria a Venezia, dal 22 luglio al 17 settembre 2016.
Con questo progetto, curato da Denis Isaia, Alessandro Sambini sviluppa la sua ricerca sullo statuto delle immagini al tempo di internet. Installazione, live tv, performance e fotografia si fondono nello spazio espositivo, in cui il visitatore si trova a essere contemporaneamente spettatore e spettacolo, attore e voyeur, in un percorso che trasforma la visita alla mostra in un esercizio di pre- sa di coscienza di meccanismi e di ritualità condivise.
Alessandro Sambini (Rovigo, 1982) attraverso la fotografia, il video e l’utilizzo di supporti multimediali riflette sulla necessità e la modalità di produzione di nuove immagini, la loro circolazione e diffusione, i diversi ambiti di relazione tra l’immagine e il pubblico. Il suo lavoro è stato esposto internazionalmente in spazi pubblici e privati tra cui si rammentano nel 2016 la Kunsthaus di Graz, la galleria Viasaterna di Milano, la galleria MLZ di Trieste; nel 2015 la Serra dei Giardini a Venezia; nel 2014 il Museo di Fotografia di Cinisello Balsamo, Triennale, Milano; nel 2011 il Festival Europeo della Fotografia di Reggio Emilia, GD4Photoart, Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia; nel 2011 la Pinacoteca Nazionale di Bologna; nel 2009 Museion, Museo di Arte Contemporanea di Bolzano, la James Taylor Gallery di Londra e Palazzo Ducale, Genova.
Scrive il curatore: “Presupposto sono le influenze formative della soggettività a carico dell’immagine. Il soggetto contemporaneo che, come la Pop Art ha ampiamente mostrato, è defraudato dalla possibilità di contribuire alla costruzione della collettività si trova impegnato in un confronto simulacrale con gli oggetti che gli stanno attorno e con le immagini che tali oggetti rappresentano. Oggi sappiamo che il mondo caustico della Pop era solo l’inizio di complesso rebus psicosociale fondato sulle possibilità di riproduzione delle immagini. Si tratta di un processo che con l’avvento del digitale ha subito una forte accelerazione. La facilità di riproduzione infinita, rielaborazione e soprattutto la possibilità di distribuzione (ciò che legittima l’esistenza di un’immagine, qualunque essa sia) stanno ulteriormente ridefinendo il sistema di orientamento, o disorientamento, del soggetto contemporaneo, destinato, non sempre suo malgrado, ad una vita che superai suoi stessi limiti fisici, come i teorici della post-modernità hanno da qualche anno descritto.
Siamo davanti a un panorama condotto dalla macchi- na e in cui la macchina è il mezzo osmotico fra l’immagine e l’immaginario e viceversa, il desiderio e la volontà e viceversa, l’automatismo e la coscienza e viceversa.
Con People at an exhibition Alessandro Sambini con- tinua a dare il suo contribuito alle cosiddette pratiche web based, con un progetto che, rispetto alla grande circolazione di opere che in termini generali fanno riferimento al WWW, mantiene non solo un’integrità critica, ma anche un’originalità formale. Da questo punto di vista People at an exhibition, come tutti gli altri progetti di Alessandro Sambini, affronta attraverso lo studio della superficie plastica, ma digitale, la radi- calità profonda del cambiamento in atto, ponendosi in diretta connessione con i grandi esperimenti delle neo-avanguardie fra i quali bisogna almeno ricordare l’opera di Franco Vaccari, Gianikian Ricci Lucchi o Allan Sekula”.
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