David Rickard, Displacements
A cura di Martina Cavallarin
21 gennaio - 17 marzo 2012
Il giovane artista neozelandese David Rickard lavora con differenti materiali dei quali indaga il punto di collasso, lo stato di massima tensione, l’esasperazione ed un tentativo sempre frustrato, ma mai fallimentare, di ordinare il caos. Per questa sua terza personale alla Galleria Michela Rizzo, Rickard crea delle installazione site specific essendo il suo lavoro strettamente correlato con lo spazio e con il campo d’azione in cui si svolge la battaglia concettuale dei cambiamenti di temperatura che sono costretti ad affrontare le opere. Dai raffinati disegni a matita e inchiostro che con tecnica maniacale raccontano il percorso di Testa, spalle ginocchia e dita dei piedi in puntini uniti in grafici in bianco e nero, al tatuaggio a parete che riprende la trama micro della texture di una moquette posta a terra, lo svolgimento della mostra passa a delle bombole sottoposte alla corrosione del propano, a scaffalature in legno che raggiungono il punto di cedimento sotto il peso eccessivo del denim per arrivare a ricomposizioni di lastre di vetro e alle fotografie della performance Exhaust con la quale David Rickard ha partecipato al collateral Round the Clock dell’ultima Biennale di Venezia. Ciascuno di questi progetti ha un solo comune denominatore che risiede nella sfida di comprendere quella zona infinitesimale in cui si passa dalla resistenza alla resa attraverso uno stress provocato ed esasperato dalla pratica ossessiva dell’arte.
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