Penelope
Rubelli è lieta di ospitare Penelope la nuova opera di Marcela Cernadas concepita per gli spazi della sua sede storica di Palazzo Corner Spinelli in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo. La performance interpretata dall’attrice Ilaria Pasqualetto, avrà luogo durante un evento di carattere esclusivo sottolineato dalla presenza dell’artista che introdurrà personalmente l’opera e le sue intenzioni poetiche e formali.
Penelope è un “long-term project” dell’artista che comprende video, fotografie, testi poetici, oggetti e performance. La figura cardine del progetto è l’analisi della natura morta nella sua datità e degli sconfinamenti nella sua rappresentazione, dall’iniziale estetica che la costituisce - frutti, petali, ramoscelli - alle forme che essi lasciano al suo passaggio sui cristalli e nei tessuti che l’hanno accolta e ornata. Sigla riconoscibile nelle opere di Cernadas, è l’unicità nella scelta dei cicli e dei contesti ambientali dove iscrive il suo lavoro, ora presentato nella suggestiva cornice del piano nobile di Palazzo Corner Spinelli in simultanea all’inizio della Biennale di Venezia.
Nelle premesse scritte da Marcela Cernadas durante lo sviluppo del suo long-term project si legge:
Le primizie primaverili hanno sigillato più volte le mie opere: frutti, conchiglie, veneri e banchetti onirici. Il giardino è stato spesso il continente mitico e silenzioso di queste riflessioni. Un’aura femminile e lieve ha sempre accompagnato quelle visioni come nel caso della “figura di Penelope”. Indissolubilmente legata al mio immaginario, la sua “figura” è protagonista della serie di fotografie e opere video inizata nel 2008. Ha recentemente “incarnato” la performance dall’omonimo titolo che ha avuto luogo nel giardino della Galleria Michela Rizzo a cura di Maria Chiara Klinger Mazzarino lo scorso autunno, dove il passaggio dalla “pura luce delle immagini pittoriche” alla “presenza corporea della modella”, dei suoi gesti e dell’immediatezza estetica dell’accadimento, ha messo in evidenza una serie di nuovi enigmi e stimoli sui quali interrogarmi ancora: al centro di essi “il continente dell’opera come unicum temporale e formale”.
E continua approfondendo nelle seguenti parole il progetto ideato per Rubelli:
Penelope è adagiata in silenzio nel sontuoso spazio centrale. Alle sue spalle la visione della città che è tutte le città, mediata dal trasparente silenzio delle vetrate. Ai suoi lati i frammenti di mille giardini sospesi ai muri. Giardini che sconfinano il suo hortus conclusus. Il gesto performativo della modella diventa espansione concettuale ed estetica che carica di senso reciproco opera e continente. La finezza e lo splendore delle sete, dei damaschi e del lino diventano contrappunto della grazia e sacralità racchiuse nelle mani che ricamano petali di rose e i loro piccoli e minuscoli frutti segreti. Uno a uno. Per poi disfarne l’esotica e preziosa collana. Scrigno per la contemplazione nella freschezza della città trepidante - di vita e di effervescenza primaverile - che ad ogni “biennale” cerca l’immagine perfetta. Per poi ricominciare a tessere ancora.
La performance Penelope sarà documentata dall’artista come parte del suo modus operandi e alla fine della presentazione artista e gallerista saranno lieti di rispondere ai quesiti degli ospiti.
Marcela Cernadas, nata in Argentina, lavora da tempo sia nel suo paese d’origine che in Italia e in Spagna. Le sue ricerche e produzioni artistiche, alle quali si aggiungono i suoi scritti in una costante produzione intellettuale e poetica, mettono in risalto gli argomenti privilegiati del suo lavoro: il cibo e la luce come figure vitali e l’arte come figura vitale anch’essa. Attiva da anni sulla scena internazionale, la sua opera è stata interpretata e accolta in diversi ambiti del pensiero, attraverso letture di genere, accademiche e religiose. Ha esposto nella Biennale di Venezia, in diversi musei, fondazioni, e festival. Le sue opere che comprendono video, film, fotografia, pittura, scultura e installazioni si trovano in prestigiose collezioni prívate e in musei europei e americani.
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