Mariateresa Sartori, You are the music while the music lasts
A cura di Raffaele Gavarro
Inaugurazione 22 settembre ore 12.00
22 settembre - 30 novembre 2013
La Galleria Michela Rizzo è lieta di annunciare la mostra personale di Mariateresa Sartori, a cura di Raffaele Gavarro.
Una mostra complessa e articolata, in cui Sartori espone installazioni, disegni e video, tutti lavori che trovano connessione e continuità nell'essenza ritmica della musica, che sta alla base di tutta la ricerca recente dell'artista veneziana.
Il titolo stesso della mostra è una citazione tratta dal terzo dei "Quattro Quartetti" di Thomas S. Eliot, pubblicati insieme nel 1943. La composizione delle singole poesie, suddivise in 5 tempi, segue un ritmo musicale, traendo ispirazione in particolare da gli ultimi quartetti di Beethoven.
La mostra segue così le ispirazioni e i sentimenti musicali nelle varie opere, passando dalla Quarta Sinfonia di Brahms ai concerti in sol maggiore e sol minore di Mozart e Vivaldi, legando i movimenti degli sguardi dei disegnatori, quelli dei due protagonisti di " Heimat" e segni ritmici che formano i disegni che si alternano ai video in mostra.
Dal testo di Raffaele Gavarro, "D'arte come conoscenza":
[...] "Mentre disegna il movimento degli occhi delle sue pupille che disegnano, Mariateresa Sartori riconosce non solo l'altro come identità, ma anche l'altro come mondo separato e insieme compreso nel mondo in cui lei e noi, che a nostra volta guardiamo, siamo. Le linee descrivono uno stato di funzionamento, ma anche uno stato d'animo, e tuttavia sono la dimostrazione di un'espressività diversa, autonoma, generata da una visione ulteriore. Quei segni partono da una empatia e ne producono un'altra in uno sviluppo circolare di espansione in linea di principio infinita.Una condizione che ritrovi in molte opere di Mariateresa Sartori, da video come "Quelli che vanno, quelli che restano" del 2009, "Omaggio a Chopin" del 2011 , a installazioni sonore come "Il suono della lingua" del 2008, in cui il sistema delle relazioni non è mai confinato all'interno dell'immagine, del visibile che si offre nella visione, ma ci introduce proprio in essa con una circolarità inclusiva e che in alcuni casi diventa ipnotico e alienante dalla realtà in quanto offerto dalla rappresentazione stessa. In alcuni casi, questa modalità crea un meccanismo narrativo-temporale che è di una perfezione perversa grazie alle anomalie su cui è costruita. È il caso del video “In sol maggiore / in sol minore” del 2013, dove un rapporto non coincide tra immagini e suoni creando una inquietante diacronia tra le stesse immagini, la musica e le sensazioni che entrambe inducono. " [...]
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